• 12 Febbraio 2015
    TOGLIERE LA LEGGE LEVI DAL DDL CONCORRENZA - Comunicato Stampa LIM - Librerie Indipendenti Milano
  • TOGLIERE LA LEGGE LEVI DAL DDL CONCORRENZA - Comunicato Stampa LIM - Librerie Indipendenti Milano

    TOGLIERE LA LEGGE LEVI DAL DDL CONCORRENZA

    E così ora ci tocca anche difendere la Legge Levi, che a nostro parere era troppo timida rispetto ai molti problemi irrisolti nel mondo dei libri.

    Il Consiglio dei Ministri infatti discuterà il 20 febbraio un disegno di Legge sulla concorrenza che prevede diverse liberalizzazioni, tra cui quelle relative alla vendita di libri.

    L’intenzione di tutelare la libera concorrenza secondo condizioni di pari opportunità sul territorio nazionale, nonché di assicurare ai consumatori finali migliori condizioni di accessibilità all’acquisto e il miglior prezzo (queste le motivazioni generali del progetto di legge), avrà in questo caso, a nostro parere, un esito contrario alle intenzioni.

    Il mercato del libro in Italia ha bisogno di maggiori regole e maggiori investimenti che garantiscano la pluralità delle espressioni culturali, il contrasto delle posizioni dominati nei vari settori del mercato (produzione editoriale, distribuzione, commercializzazione) e la presenza di soggetti diversi piccoli e grandi che consentano ai consumatori di scegliere loro che cosa leggere e dove comprare e non il contrario: già oggi “non si legge ciò che si desidera, ciò che si pensa corrisponda ai propri gusti e alle proprie inclinazioni, ma ciò che viene imposto. Più efficace dei regimi totalitari, il mercato si impone soft e inesorabile, “ (Claudio Magris, Corriere della Sera del 23 gennaio 2015).

    Ci associamo a quanti richiedono che la Legge Levi venga tolta dal DDL concorrenza, che si discuta del prezzo dei libri e di tutto il comparto dell'editoria considerando i progetti di legge già in discussione in Parlamento (proposta di Legge Giordano e altre) e coinvolgendo i soggetti oggi tenuti ai margini dei processi decisionali, formalmente legittimi ma sostanzialmente mancanti di una conoscenza reale dei problemi del comparto editoriale italiano.